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Isola
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Il Progetto “Isola” nasce per rispondere all’esigenza di far fronte, in modo significativo, alle dinamiche complesse di (re)inserimento nel mercato del lavoro di un target specifico di destinatari, individuati nell’ambito della definizione di “soggetto svantaggiato”.
Tuttavia, il Progetto abbraccia una prospettiva più ampia, strutturandosi come un’azione a largo raggio in grado di favorire processi più ampi di inserimento, non solo lavorativo, ma anche sociale. Parlare di inclusione sociale consente, infatti, di entrare in un’ottica multidimensionale, in grado di considerare vari aspetti del benessere di una persona, che si riferiscono non solo alla dimensione economica, ma anche alla garanzia dell’uguaglianza di partecipazione al tessuto comunitario, con un’attenzione costante alle condizioni in cui realmente si trovano i singoli individui. 
Soggetto attuatore dell’intervento è “Comunità S. Francesco”, Cooperativa Sociale presente dal 1996 sul territorio regionale, con servizi alla persona finalizzati al miglioramento della qualità di vita delle fasce più fragili di popolazione. 
Con l’attuazione di “Isola”, “Comunità S. Francesco” è riuscita a valorizzare e a rilanciare la novità introdotta dalla Regione Puglia – Partner Finanziatore del Progetto - attraverso le finalità previste dall’Asse III - Inclusione Sociale del P.O. FSE Puglia 2007/2013, che pone in connessione formazione professionale, inserimento lavorativo e inclusione sociale e contribuisce al conseguimento del 5° obiettivo prioritario “Poverty/social exclusion”, declinato all’interno della nuova Strategia Europea 2020, al fine di “diminuire il numero di persone a rischio di povertà e di esclusione sociale”
Beneficiarie del Progetto sono state donne sole con figli e in situazione di forte disagio sociale e economico dell’Ambito Territoriale Sociale di Gallipoli, individuate dal Servizio Sociale dell’Ambito, in collaborazione con gli altri Servizi Territoriali. 
“Mission” di “Comunità S. Francesco” è stata quella di offrire, alle destinatarie/beneficiarie del Progetto, l’occasione di sperimentare una reale esperienza di inserimento lavorativo, usufruendo dello strumento di borsa-lavoro: il percorso, spalmato nell’arco di tempo di 12 mesi - un mese di attività di formazione in aula e 11 mesi di inserimento in azienda -, è stato adeguatamente supportato dalla definizione di un Progetto Individualizzato, calibrato “ad hoc” sulle base delle risorse e abilità di ogni singola partecipante e finalizzato alla piena e autonoma integrazione sociale
La necessità di garantire un’esperienza capace di amalgamare assieme sia la sfera lavorativa, che quella sociale, ha orientato Comunità S. Francesco alla scelta di una “metodologia partecipata” fondata su un doppio binario: responsabilizzazione e sensibilizzazione dei vari stakeholder coinvolti nell’azione di promozione e sostegno di interventi integrati sul territorio, e costituzione di un Gruppo di lavoro in grado di sollecitare ed elicitare le risorse presenti nelle destinatarie, favorendo così la riuscita qualitativa degli inserimenti e la promozione di un welfare integrato e inclusivo
Stakeholder principale di “Isola” è stato l’Ambito Territoriale Sociale di Gallipoli che, nella consapevolezza dell’urgenza di offrire risposte concrete ai bisogni diversificati delle fasce più deboli di popolazione, ha fortemente sostenuto e consentito l’attuazione del Progetto, ponendosi come “ponte” facilitatore e di raccordo tra Comunità S. Francesco, i Servizi Territoriali e i diversi organismi coinvolti a vario titolo nell’intervento. 
Oltre all’Ambito Territoriale Sociale, infatti, la scelta progettuale di Comunità S. Francesco ha previsto il coinvolgimento del network delle associazioni imprenditoriali, degli enti di formazione, delle organizzazioni del Terzo Settore, e la collaborazione con i Servizi Territoriali per l’elaborazione, definizione e condivisione del Progetto Individualizzato di inclusione sociale. Il risultato tangibile è stato l’avvio di un significativo processo di aiuto e di auto-orientamento delle beneficiarie, che ha mirato, oltre all’obiettivo primario di rientro nel mondo del lavoro, anche al recupero dell’autostima e all’autodeterminazione, grazie alla riscoperta e al potenziamento di abilità lavorative e competenze sociali e ad un accompagnamento “mirato” volto ad evitare il rischio di possibili fallimenti. 
Elemento centrale per la riuscita del percorso è stato il Gruppo di Lavoro costituito per “Isola”: l’Equipe Psico-Socio-Pedagogica e la figura della Tutor, che hanno curato la messa in atto delle varie fasi degli interventi attraverso attività di formazione, e momenti di consulenza individuale, al fine di garantire il buon andamento del progetto personalizzato, così come previsto dalla L. 328/00. 
Il lavoro condotto dall’Equipe di “Isola” ha messo in rilievo l’importanza di due elementi strategici determinanti per la riuscita del percorso: lo straordinario potere del “gruppo” (tra beneficiarie e tra beneficiarie e operatrici), quale elemento di potenziamento e cartina di tornasole e la necessità di una formazione “mirata”, in grado di tracciare attitudini e interessi funzionali alla definizione di profili professionali realisticamente conformi alle abilità e competenze delle borsiste. 
Per ciò che attiene al “gruppo” il lavoro condotto ha identificato la propria matrice teorico-scientifica, sia nella lezione lewiniana di “gruppo”, inteso come totalità dinamica, richiamandosi al concetto di interdipendenza secondo la quale “ogni individuo è fonte di azioni che modificano le altre persone e il gruppo (..), ma anche la sua azione viene a sua volta modificata dalle azioni e reazioni altrui (interdipendenza)”, sia nelle esperienze dei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto (A.M.A.) che hanno sempre dimostrato, fin dagli albori della loro nascita, quanto la condivisione della propria esperienza con altre persone, anche se sconosciute, renda possibile con il tempo lo schiudersi di una nuova prospettiva e l’attivazione di nuove risorse. 
Per ciò che, invece, ha riguardato l’aspetto della formazione delle borsiste, particolare rilievo è stato assegnato alla fase di Orientamento e Bilancio Competenze, richiamandosi nella modalità di organizzazione delle attività ai “T- Group” (Training Group) lewiniani, rivelatasi funzionale non solo, per rilevare competenze e abilità già in possesso delle borsiste, ma per sondare il livello di sel-efficacy e di motivazione di ognuna, integrandolo con aspetti attinenti all’attenzione e alla scelta adeguata tra stili comunicativi (funzionali e disfunzionali) da adottare in un contesto lavorativo, e alla costruzione di un portfolio di competenze spendibili in ottica futura. 
Alla luce di quanto esposto fino ad ora, diviene fondamentale la restituzione e diffusione del presente percorso progettuale, non solo per fornire un possibile incipit da cui ripartire per lo sviluppo di significative iniziative future, ma soprattutto, nella convinzione che per garantire policies centrate sulla multidimensionalità di bisogni diversificati, legati ai singoli vissuti e alle diversità di esperienze, non si possa prescindere dal sensibilizzare la comunità tutta su questioni di rilevanza non trascurabile, che giungono a toccare anche le più insospettabili quotidianità di tutte e di tutti noi.