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CONTRO LE DONNE: PAOLO ERCOLANI PRESENTA IL SUO ULTIMO LIBRO A TURI .

Venerdì 16 marzo, alle ore 18.00, presso il Chiostro delle Clarisse di Turi, si terrà la presentazione del libro di Paolo Ercolani “Contro le donne. Storia e critica del più antico pregiudizio”. L’evento si inserisce nel programma di iniziative “Staffetta

Parlare. Confrontarsi. Informarsi. Il Centro Antiviolenza “Li.A.” continua il suo lavoro di sensibilizzazione sul territorio, organizzando nella città di Turi una tappa della Staffetta Rossa #nonsolo25novembre.
La Staffetta Rossa della rete antiviolenza locale vuole essere un’occasione di riflessione politica e comunitaria sul tema della violenza, affrontandola attraverso modalità differenti e voci diverse, fornendo adeguate informazioni sui numeri di telefono da attivare e a chi rivolgersi, sensibilizzando Forze dell’Ordine, servizi socio-sanitari e pronto soccorso, associazioni, scuole.

L’appuntamento è per venerdì 16 marzo, ore 18.00, presso il Chiostro delle Clarisse di Turi alle ore 18.00, con la presentazione del libro di Paolo Ercolani “Contro le donne. Storia e critica del più antico pregiudizio”.

Dopo i Saluti istituzionali del Sindaco di Turi Domenico Coppi e dell’assessora alle Politiche Sociali Giuseppina Caldararo la coordinatrice del centro antiviolenza Li.A., Angela Lacitignola dialogherà con l’autore.

Quello contro il genere femminile, «a conti fatti, appare come il più antico, radicato, diffuso pregiudizio che la vicenda umana è stata in grado di produrre», scrive Paolo Ercolani nel suo Contro le donne (Marsilio, pp. 318, e 17,50), resoconto dettagliato di come, dalle origini della società occidentale, scrittori, filosofi, intellettuali abbiano alimentato un dibattito «tutto fra uomini» — le donne sembrano assenti dalla filosofia, se non come oggetto del discorso dei filosofi maschi — «per arrivare a stabilire l’inferiorità inemendabile e irrecuperabile dell’essere femminile». 

I grandi filosofi greci, i padri della Chiesa, gli illuministi, i rivoluzionari, i filosofi idealisti, persino quel campione della causa femminile che fu John Stuart Mill: un’operazione culturale a senso unico che affonda le radici nella presunta «deficienza fisica» delle donne per poi esportare tale mancanza in altri campi, quelli dell’etica, della morale, dell’organizzazione politica della società.

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